LA VITICOLTURA

La natura prima e l’opera dell’uomo poi, hanno contribuito a creare le condizioni idonee per la coltivazione della vite nelle aree collinari della Brianza lecchese. Le condizioni migliori si ritrovano sui versanti esposti a Sud con quota compresa tra i 300 e i 500 metri s.l.m..

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La viticoltura, largamente praticata fino agli anni ‘60 ha, assunse nel tempo un forte valore culturale ed identitario dei luoghi, con particolare riferimento alle sistemazioni terrazzate dei versanti.

Ciclo vegetativo riproduttivo COMPLETO

Il ciclo vegetativo e riproduttivo annuale della vite

Ciclo vitale vite

Il ciclo vitale della vite

UVA DA VINO Logo IGT Terre Lariane

Il “CONSORZIO PER LA PROMOZIONE E LA TUTELA DEI VINI I.G.T. TERRE LARIANE” in forma abbreviata “CONSORZIO VINI I.G.T. TERRE LARIANE” è stato il costituito il 5 dicembre 2009 su volontà di 7 aziende vitivinicole dell’alto Lario (2) e di Montevecchia (5).

Attualmente le aziende che fanno parte del Consorzio sono  19, di cui 3 situate nell’alto Lario (nei Comuni di Domaso e Colico), 2  nelle vicinanze di Como  (Montano Lucino e Drezzo) e 14 nella Brianza lecchese (da Missaglia a Colle Brianza).

La maggioranza dei soci viticoltori, 35, svolge una viticoltura finalizzata all’autoconsumo mentre 7 producono bottiglie con etichetta per la vendita. Solo 5 soci vendono vino sfuso e solo 1 vende uva.

Caratteristiche dei vini

Autoconsumo

Bianco: mix di varietà bianche con prevalenza di Moscato, Verdesa e Trebbiano. Limitatamente Chardonnay, Riesling e Sauvignon.

Rosso: mix di varietà rosse con prevalenza di MerlGrappoloot e Cabern
et Sauvignon
, mediamente presente Cabernet franc. Limitatamente Barbera e Croatina.

Sfuso

Le vendite allo sfuso sono indicate come un mix di varietà rosse con prevalenza di Merlot e Cabernet sauvignon, mentre il bianco è un mix di varietà bianche.

Bottiglia

Le bottiglie rosse sono prevalentemente taglio bordolese o mix di varietà rosse. Le bottiglie in bianco sono il frutto di Viognier, Chardonnay e Sauvignon, Verdesa o mix bianche.

GESTIONE AGRONOMICA

La maggior parte degli appezzamenti ha un’età media di circa 10 anni mentre la restante parte un’età media di 37 anni con un massimo di 50. Iniziando dalle operazioni agronomiche invernali la forma di allevamento preponderante è il Guyot e i tralci di residuo di potatura vengono asportati e bruciati. Le concimazioni sono effettuate prevalentemente in inverno con l’apporto di sostanza organica di varia natura.

La prassi della sfogliatura per agevolare la sanità delle uve, viene in buona parte adottata per le varietà a bacca rossa con buona cognizione di causa, evitando di sfogliare eccessivamente per non arrecare problemi di scottature.

La gestione del suolo prevede nella maggioranza dei casi l’inerbimento permanente con solo sfalcio dell’erba, mentre le lavorazioni meccaniche sono superficiali ed effettuate tramite fresa o vanga.

Il sotto fila è nella maggior parte dei casi inerbito (circa 21 ha) mentre solo 12 ha vengono diserbati. Lo stato fitosanitario è controllato nella maggioranza della superficie (30ha) tramite difesa integrata mentre un numero elevato di piccoli produttori attua una difesa di tipo “biologico”.

Terrazzamenti a vite

Dettaglio terrazzamenti

UN PO’ DI STORIA5 lire e testo

«[…] L’erosione causata dalle precipitazioni meteoriche avrebbe però reso del tutto vano l’impianto di nuove colture sui terreni dalla forte pendenza se non fossero state introdotte quelle complesse sistemazioni, a ciglioni e a terrazze,  che già all’inizio del XVIII secolo avevano cominciato a qualificare il territorio brianteo. Sebbene la tecnica del terrazzamento fosse da tempo utilizzata, si perfezionò proprio nel corso del Settecento estendendosi largamente nell’Ottocento. Un’incessante opera di antropizzazione aggiunse così al paesaggio nuove e più complesse connotazioni, che lo avrebbero caratterizzato per i due secoli successivi. A differenza delle valli lariane ove erano costruiti in pietra posata a secco, i muri di sostegno erano eseguiti con la sovrapposizione di cotiche erbose che, consolidandosi, sorreggevano i pianori; elaborate opere di canalizzazione garantivano le colture dall’erosione dalle acque piovane. La sistemazione a terrazze attuata dall’incessante lavoro di varie generazioni di contadini divenne col tempo uno dei principali iconemi della regione collinare, una delle sue caratteristiche predominanti.»

Fonte Casartelli et. al., 2012, Testimonianze del paesaggio agricolo brianzolo

 

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Fonti:  AGER s.c. Agricoltura e Ricerca, PROGETTO VITICOLTURA IGT “TERRE LARIANE”, Relazione Finale 2012 – Consorzio Vini I.G.T. Terre Lariane, www.terrelarianeigt.it – Istruzione Agraria online, www.agraria.org – Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, Ufficio Agricoltura – Provincia di Lecco, Servizio Agricoltura, Progetto “Il paniere dei prodotti agroalimentari lecchesi” – Manuale dell’esame abilitante alla professione di agrotecnico e di agrotecnico laureato, luglio 2014, Soc. Edit. Nepenthes, Forlì (FC) – Tiziano Casartelli e Luca Merisio, 2012, Paesaggi di Brianza – continuità e trasformazioni della collina e della pianura comasca, Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù, Lyasis Edizioni, Sondrio (SO) – Vinopolis, L’altro volto del vino, http://vinopolis.co – Open Data Regione Lombardia www.dati.lombardia.it (particelle agricole della Provincia di Lecco).

 


 

Progetto realizzato con il contributo di Regione Lombardia – D.G. Agricoltura CMYK base
Buona Lombardia

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